Avvio alla lingua della poesia antico inglese

gb 2006

 

abbreviazioni:

Be = Beowulf
De = Deor
Dr = Dream of the Rood
Fm = Fates of Mortals
Hu = Husband’s Message
Ju = Judith
Ma = Battle of Maldon
M1 = Maxims I
M2 = Maxims II
R = Riddles
Se = Seafarer
Wa = Wanderer
Wh = Whale
Wi = Wife’s Lament
Wu = Wulf and Eadwacer

 




Indice



     1.   I pronomi duali

     2.   Dativo di possesso

     3.   Postposizioni

     4.   Non espressione del soggetto

     5.   Costruzioni impersonali
                   5.1   Verbi impersonali con uno o due complementi nominali
                   5.2   Verbi impersonali con frase complemento
                   5.3   Altre costruzioni


     6.   Verbi modali

     7.   Sintassi e metro
                   7.1   Semiversi e gruppi sintattici
                   7.2   apo koinou

 




1. I pronomi duali

wit e git, i pronomi per coppie amorose, agonistiche e creaturali I pronomi wit ‘noi due’ e git ‘voi due’ designano coppie di vario tipo.
Forzatamente lontana dall’uomo amato, la donna di Wu conclude che “è facile separare ciò che non è stato mai unito”, cioè

uncer giedd geador Wu 19a
di noi due [gen.] storia assieme
la storia di noi due assieme
Anche la donna di Wi è separata dall’uomo amato, e ricorda accorata come beotian, il verbo degli impegni formali – amorosi e guerrieri
                      ful oft wit beotedan
þæt unc ne gedælde     nemne deað ana
owiht elles
Wi 21b-23a
                        molto spesso noi due [nom.] promettemmo
che noi due [acc.] non separasse     tranne morte sola
alcunché d’altro

                   ci promettemmo spesso
che solo la morte ci avrebbe separato,
nient’altro
ma ora, continua, è come se
freondscipe uncer Wi 25a
amicizia di noi due [gen.]
l’amicizia fra noi
non fosse mai esistita. L’uomo di Hu, invece, è in attesa di potersi riunire alla donna amata e in un messaggio le ricorda
eald gebeot     incer twega Hu 49
antica promessa     di noi due [gen.] di due [gen.]
l’antica promessa fra noi due
Il nome beot (o gebeot) e il verbo beotian appartengono anche al lessico degli impegni agonistici e guerrieri. In Be qualcuno provocatoriamente ricorda a Beowulf una sua gara per mare con l’amico Breca, quando
Ðær git for wlence     wada cunnedon Be 508
voi due per spavalderia     di onde faceste prova
Là per spavalderia faceste prova delle onde
Beowulf conferma che così wit...gebeotedon, noi due...prendemmo impegno”. E più tardi, tornato in patria, riferisce della lotta con il mostro Grendel parlandone come di
orleghwil     uncer Grendles Be 2002
tempo di guerra     di noi due, di Grendel [e di me]
tempo di guerra fra me e Grendel
Mondo amoroso e mondo guerriero condividono anche il lessico dell’affettività: wine e freond ‘amico, amato’, freondscipe ‘amicizia, amore’, longaþ e longung ‘desiderio, struggimento’.
Coppie creaturali sono negli indovinelli dell’Exeter Book. Nell’85 l’essere che parla si dice legato esistenzialmente a un altro di proprietà opposte (lui rumoroso, io silenzioso; lui sempre in movimento, io talvolta mi riposo...), ma
gif wit unc gedælað,     me bið deað witod R84 7
se noi due [nom.] noi due [acc.] separiamo,     a me è morte sicura
se ci separiamo, per me morte è sicura
E’ il pesce nel fiume. L’essere dell’Indovinello 87 si dice solo, broþorleas, senza più il fratello con il quale prima viveva assieme:
Eard wæs þy weorðra     þe wit on stodan,
hyrstum þy hyrra.     Ful oft unc holt wrugon,
wudubeama helm     wonnum nihtum
scildon wið scurum;     unc gescop meotud
R87 11-14
Sede era tanto più onorata     che noi due [nom.] su stavamo,
per ornamenti tanto più elevata.     Molto spesso noi due [acc.] boschi riparavano,
di alberi elmi     in buie notti
facevano da scudo contro scrosci;     noi due [acc.] creò dio
Per esserci noi era più onorata la sede, ornata da noi
più elevata. Spesso ci davano ricetto i boschi,
nelle buie notti gli elmi degli alberi ci facevano
da scudo contro gli scrosci; ci ha creato dio
Ora, continua, non sa dove si trovi suo fratello “fra le suppellettili degli uomini”, mentre egli sta fisso all’estremità di un tavolo, nere le sue interiora: è un corno di animale usato come calamaio.




2. Dativo di possesso

Può essere una parte del corpo,

                         him on bearme læg
madma mænigo
Be 40b-41a
                         a lui [dat.] in grembo giaceva
di tesori moltitudine

                         gli giaceva in grembo
gran tesoro
l’animo,
him wæs geomor sefa Be 49b
a loro [dat.] era triste animo
il loro animo era triste
il nome,
me wæs Deor noma De 37b
a me [dat.] era Deor nome
Deor era il mio nome
un’abilità (qui di arpista),
biþ him neod micel Fm 84b
è a lui [dat.] brio molto
ha gran brio
uno stato spirituale (e qui il dativo con ‘essere’ è opposto al nominativo con ‘avere’),
Ne biþ him to hearpan hyge     ne to hringþege,
ne to wife wyn     ne to worulde hyht ..
ac a hafað longunge     se þe on lagu fundað
Se 44-47
Non è a lui [dat.] per arpa pensiero     né per dono d’anelli,
né per donna gioia     né per mondo speranza ..
ma sempre ha brama     colui che su mare va

Non ha pensiero per arpa né per dono d’anelli,
né per diletto di donna né speranza di mondo ..
ma sempre ha brama chi va per mare




3. Postposizioni

La preposizione può andare anche dopo il nome o il pronome:

Ic wæs be sonde,     sæwealle neah R60 1
Io ero presso riva,     a scogliera [dat.] vicino
Ero presso la riva, vicino alla scogliera
gesihð him biforan     fealwe wegas Wa 46
vede a lui [dat.] davanti     fosche onde
vede davanti a sé le fosche onde
deorum dædum     deofle togeanes Se 76
in valorose imprese     a diavolo [dat.] contro
in imprese valorose contro il diavolo
Yldo him on fareð Se 91a
Vecchiaia a lui [dat.] su giunge
Lo raggiunge la vecchiaia
Il sintagma postposizionale può essere anche discontinuo. Fastitocalon, gigante dei mari, viene scambiato per un’isola dai naviganti, che vi sbarcano; e quando egli sente che
þæt him þa ferend on     fæste wuniaþ Wh 25
che a lui [dat.] i naviganti su     sicuramente dimorano
che su di lui i naviganti dimorano sicuri
di colpo si inabissa con loro: è allegoria del diavolo ingannatore.
Nome e postposizione possono essere anche in semiversi distinti: in Ju, dopo aver decapitato Oloferne, Giuditta ne mette la testa nella bisaccia delle vivande portata dall’ancella,
on ðam fætelse     þe hyre foregenga,
blachleor ides,     hyra begea nest,
ðeawum geðungen,     þyder on lædde
Ju 127-129
nella sacca     che sua inserviente,
chiare-guance donna,     di loro di entrambe cibo,
per costumi eccellente,     là in portò

nella sacca in cui la sua inserviente,
donna dalle guance chiare, eccellente per costumi,
aveva portato là il cibo per loro due
Tre semiversi separano il relativo indeclinabile þe dalla postposizione on che lo regge.
La postposizione può essere tonica e allitterare C’è una differenza prosodica fra pre- e post-posizione: la preposizione è atona, mentre la postposizione può essere tonica e allitterare, come mostrano questi due usi di ymb con hineattorno a lui
Aras þa se rica,     ymb hine rinc manig Be 399
eorles andwlitan –     ond hine ymb monig Be 689




4. Non espressione del soggetto

Lo scop ‘poeta’ di De dapprima lo introduce al genitivo per ricordarne la ferocia belluina – Eormanrices .. wylfenne geþoht, “il pensiero da lupo di Ermanarico” – quindi ne fa il soggetto non espresso della frase successiva:

                      ahte wide folc
Gotena rices
De 22b-23a
                               resse in largo popolo
di Goti di regno

                         resse in largo il regno
del popolo goto
Il soggetto è qui recuperabile dal contesto. Non espresso è anche il cosiddetto ‘soggetto arbitrario’ di frase infinitiva: il narratore di Be loda la splendida nave funeraria di Scyld dicendo che
ne hyrde ic cymlicor     ceol gegyrwan Be 38
non udii io più degnamente     nave [acc.] adornare
non ho sentito adornare nave più degnamente
Mentre la sentinella danese così assiste allo sbarco di Beowulf e i suoi:
Þa of wealle geseah     weard Scildinga ..
beran ofer bolcan     beorhte randas
Be 229-231
Allora da muro vide     sentinella degli Scylding ..
portare su passerella     lucenti scudi [acc.]

Allora dalla scogliera la sentinella danese ..
vide portare sulla passerella scudi lucenti

E il protagonista di Dr riferisce di aver visto in sogno l’albero della croce librarsi in cielo,
Þuhte me þæt ic gesawe     syllicre treow
on lyft lædan
Dr 4-5a
Sembrò a me che io vedessi     più meraviglioso albero [acc.]
in aria portare

Mi sembrò di veder portare in aria
un albero meraviglioso

(L’inglese moderno richiederebbe un soggetto o la forma passiva.)
Un soggetto arbitrario è sottinteso in questa frase di Be, che descrive la dimora dei mostri:
þær mæg nihta gehwæm     niðwundor seon
fyr on flode
Be 1365-1366a
là può di notti ognuna     nefasto portento vedere
fuoco in flutti

là ogni notte si può vedere nefasto portento,
fuoco nei flutti
Mentre l’Indovinelo 13 comincia la cifratura omettendo il soggetto di un’infinitiva:
Ic seah turf tredan,     tien wæron ealra R13 1
Io vidi terreno calcare,     dieci erano di tutti
Ho visto calcare il terreno, erano dieci in tutto




5. Costruzioni impersonali.

Libero dalla tirannia del soggetto, l’antico inglese si permette varie forme di costruzioni impersonali: verbo alla terza persona singolare e soggetto logico in un caso obliquo.


     5.1 Verbi impersonali con uno o due complementi nominali

longian ‘struggersi di desiderio’: acc. della persona Il verbo che indica desiderio inappagato è longian. Separati dai parenti di lui – si lamenta la donna di Wi – “noi (wit) vivevamo lontanissimi e infelicissimi”, e

ond mec longade Wi 14b
e me [acc.] struggeva
e io mi struggevo di desiderio
lystan ‘aver voglia di’: acc. della persona, gen. della cosa Aver voglia di qualcosa è lystan. Fastitocalon, il gigante dei mari che i naviganti scambiano per un’isola, quando è tormentato dalla fame e
ond þone aglæcan     ætes lysteþ Wh 52
e quell’avversario [acc.]     di cibo [gen.] ha voglia
e a quell’avversario va di mangiare
spalanca la bocca e attira i pesci con un profumo: è un altro inganno del diavolo.
gemætan ‘sognare’: dat. della persona, acc. della cosa Il sogno è qualcosa che ci viene da fuori, e il protagonista di Dr annuncia di voler riferire
hwæt me gemætte    to midre nihte Dr 2
che cosa [acc.] a me [dat.] sognò     a metà notte
che cosa ho sognato nel mezzo della notte
E’ una visione dell’albero della croce.
limpan ‘accadere’: dat. della persona Gli affanni patiti per mare, dice il protagonista di Se, non può saperli l’uomo a cui
þe him on foldan     fægrost limpeð Se 13
che a lui [dat.] su terra     felicissimamente accade
a cui capita sorte più fortunata a terra
gespowan ‘aver successo’: dat. della persona Si ha successo al dativo: Giuditta ordina alla sua ancella di mostrare la testa di Oloferne per far vedere ai suoi concittadini come
hu hyre æt beaduwe gespeow Ju 175b
come a lei [dat.] in battaglia riuscì
come avesse avuto successo in battaglia
E al dativo anche ci si dispiace: ofþyncan ‘dispiacere’: dat. della persona, gen. della cosa
Mæg þæs þonne ofþyncan     ðeodne Heaðo-Beardna Be 2032
Può di ciò [gen.] allora dispiacere     al signore [dat.] degli Heatho-Beard
Potrà allora dispiacere al signore degli Heatho-Beard


     5.2 Verbi impersonali con frase complemento

þyncan ‘sembrare’: dat. della persona, frase con þæt Il protagonista di Wa è un uomo che, perduti signore e compagni, vaga per mari desolati, e in sogni allucinati

þinceð him on mode     þæt he his mondryhten
clyppe ond cysse
Wa 41-42a
sembra a lui [dat.] in mente     che egli suo signore
abbracci e baci

gli sembra nella mente di abbracciare e baciare
il suo signore
Stessa costruzione in De:
                            sylfum þinceð
þæt sy endeleas     earfoða dæl
De 29b-30
                            a stesso [dat.] sembra
che sia senza fine     di sventure parte

                            gli sembra
che sia senza fine la sua parte di sventure
geweorðan ‘venire in mente’: acc. della persona, gen. della cosa e frase con þæt I guerrieri che hanno accompagnato Beowulf allo stagno, nel quale egli si è calato per affrontare la madre di Grendel, ora fissano l’acqua ribollire di sangue e
                            þa ðæs monige gewearð
þæt hine seo brimwylf     abroten hæfde
Be 1598b-1599
                            allora di ciò [gen.] molti [acc.] venne in mente
che lui la lupa del mare     abbattuto aveva

                            in molti allora conclusero
che la lupa del mare l’aveva abbattuto

     5.3 Altre costruzioni

Nell’esempio seguente il verbo impersonale tiðian ha costruzione passiva, ma il suo soggetto logico (la cosa) è al genitivo e la persona al dativo: tiðian ‘accordare’: dat. della persona, gen. della cosa
ða wæs... .. ...bene getiðad .. feasceaftum men Be 2283b-2285a
allora fu... .. ...di richiesta [gen.] accordato .. a derelitto uomo [dat.]
allora fu... .. ...accordata la richiesta .. al derelitto
In De un poeta di consola della sua infelicità presente ricordanto le sventure di personaggi storico-leggendari, e chiude ogni esempio con un ritornello in cui un dimostrativo al genitivo fa da soggetto logico a un verbo impersonale o con soggetto inespresso:
Þæs ofereode,     þisses swa mæg De 7,13,17,20,27,42
di quello [gen.] passò,     di questo [gen.] così può
quello è passato, passerà anche questo
E nella stessa poesia ricorre una costruzione analoga con soggetto logico al genitivo: ogni vittima del crudele Ermanarico
                            wyscte geneahhe
þæt þæs cynerices     ofercumen wære
De 25b-26
                         desiderò spesso
che di quel potere [gen.]     rovesciato fosse

                    desiderò spesso
che quel potere fosse rovesciato




6. Verbi modali

modale con verbo sottinteso Possono lasciare sottinteso il verbo lessicale (di solito ‘essere’ o un verbo di moto):

Wita sceal geþyldig Wa 65b
Saggio deve paziente
Il saggio deve esser paziente
þæt hine mid wille Se 99b
che lui con voglia
che voglia andare con lui
þæt we to moten Se 119b
così che noi là possiamo
così che possiamo arrivarci
Il modale sculan è tipico delle massime gnomiche, dove indica necessità naturale, obbligo morale o comportamento caratteristico; il suo verbo lessicale è spesso sottinteso:
Ræd sceal mid snyttro,     ryht mid wisum M1 A 22
Consiglio deve con sapienza,     giustizia con saggi
Il consiglio va con la sapienza, la giustizia con i saggi
Werig sceal se wiþ winde roweþ M1 C 48a
Stanco deve chi contro vento rema
Si sfianca chi rema contro vento
                               Helm sceal cenum,
ond a þæs heanan hyge     hord unginnost.
M1 C 66b-67
                               Elmo deve ai valorosi,
e sempre del vile all’animo      tesoro da poco.

                         L’elmo è per i valorosi,
e per l’animo del vile solo tesoro da poco

semimodali Alcuni modali sono anche verbi lessicali, anche contemporaneamente. In questa massima gnomica lo stesso modale è usato prima con un oggetto e poi come ausiliare:
Longað þonne þy læs     þe him con leoþa worn,
oþþe mid hondum con     hearpan gretan
M1 C 32-3
Si strugge poi tanto meno     chi a lui sa di canti moltitudine,
o con mani sa     arpa toccare
Si strugge di meno chi sa molti canti,
o sa toccare l’arpa con mano
cunnan ‘conoscere (qualcuno, qualcosa)’ e ‘sapere (fare, che)’ Nell’esempio seguente, invece, lo stesso modale vale doppio – ‘conoscere (una persona)’ e ‘sapere (che)’:
                      ic minne can
glædne Hroþulf·     þæt he þa geogoðe wile
arum healdan
Be 1180b-1182a
                      io mio conosco
grazioso Hrothulf, che egli i giovani vuole
con onore trattare

                      conosco il mio
grazioso Hrothulf, so che vorrà trattare
i giovani con onore
Così il predatore Grendel non ‘vuole pace’ e non ‘vuole pagare’ compenso per le sue uccisioni – e un unico modale serve per tutte e due le costruzioni: willan ‘volere (qualcosa)’ e ‘volere (fare)’
                      sibbe ne wolde
wið manna hwone     mægenes Deniga,
feorhbealo feorran,     fea þingian
Be 154b-156
                     pace non voleva
con di uomini alcuno     di forze di Danesi,
male letale allontanare,    con prezzo comporre

                      non voleva pace
con alcun uomo delle forze danesi,
allontanare il male letale, comporre a prezzo
In questi esempi il modale è ‘apo koinou’, ‘in comune’ fra due costruzioni diverse (oggetto e frase).




7. Sintassi e metro

Il ritmo del verso è dato dall’allineamento variabile di unità metriche (il semiverso: a, b) e unità sintattiche (frase, sintagma).


     7.1 Semiversi e gruppi sintattici

Il semiverso può coincidere con un’intera frase, specie se assertiva, come questa in Be,

þæt wæs god cyning Be 11b
quello fu buon re
fu un grande re
o gnomica, come questa in Wa,
wyrd bið ful aræd Wa 5b
destino è assai inesorabile
inesorabile è il fato
I due semiversi possono anche allocare frasi distinte, come queste semanticamente in contrasto di M2:
Wea bið wundrum clibbor.     Wolcnu scriðað. M2 13
Dolore è con meraviglie pertinace.     Nuvole trascorrono.
Straordinariamente pertinace è il dolore. Trascorrono le nuvole.
Ma più usualmente i semiversi fanno coincidere pausa metrica e pausa sintattica allocando costituenti distinti della frase, come gruppo nominale e gruppo verbale nell’esempio seguente :
eal þis eorþan gesteal     idel weorþeð Wa 110
tutta questa di terra struttura     deserta diventa
diventa deserta tutta questa struttura della terra
Un esempio più esteso di allineamento metrico-sintatico sono questi quattro versi di Wa:
Ðonne onwæcneð eft     wineleas guma –
gesihð him biforan     fealwe wegas,
baþian brimfuglas,     brædan feþra,
hreosan hrim ond snaw     hagle gemenged
Wa 45-48
Poi si sveglia di nuovo     senza amici uomo –
vede a lui davanti     fosche onde,
bagnarsi uccelli marini,     allargare penne,
cadere gelo e neve     a grandine misti

Poi si ridesta l’uomo senza amici –
vede davanti a sé le fosche onde,
bagnarsi gli uccelli marini, allargare le penne,
cadere gelo e neve misti a grandine.
I semiversi a e b possono essere graffati assieme dalla dislocazione (iperbato) di ausiliare e verbo lessicale, con neutralizzazione della pausa metrica:
Mæg ic be me sylfum     soðgied wrecan Se 1
Posso io di me stesso     storia vera riferire
Posso di me riferire storia vera
Þæt ic bi me sylfum     secgan wille De 34
Ciò io di me stesso     dire voglio
Questo voglio dire di me stesso
E l’iperbato può coprire anche più di due semiversi:
Oft ic sceolde ana     uhtna gehwylce
mine ceare cwiþan.
Wa 8-9a
Spesso io dovetti solo     di albe ognuna
mia pena lamentare

Spesso ho dovuto solo, al far dell’alba,
lamentare la mia pena
Ma i semiversi possono essere disgiunti dalla sintassi facendo iniziare la frase nuova in b per continuarla nell’a successivo e oltre, come avviene efficacemente in Se, quando il protagonista parla della dura vita di mare (buio, neve, gelo, grandine), e a metà verso si dice desideroso di riprenderla:
                         Forþon cnyssað nu
heortan geþohtas,     þæt ic hean streamas,
sealtyþa gelac     sylf cunnige;
monað modes lust     mæla gehwylce
ferð to feran,     þæt ic feor heonan
elþeodigra     eard gesece.
Se 33b-38
                         Eppure spingono ora
di cuore pensieri,     che io profonde correnti,
di onde salate tumulto     stesso faccia prova;
incalza di mente desiderio     di momenti ognuno
animo a partire,     che io lontano di qui
di stranieri     paese cerchi.
                         Eppure ora spingono
i pensieri del cuore che io faccia prova
dell’alto mare, delle onde salate in tumulto;
in ogni momento il desiderio incalza
la mente a partire, che lontano di qui
io cerchi paese straniero.
L’embricatura di frasi e versi può avvenire più volte in successione, come nel finale di Wi:
                       Dreogeð se min wine
micle modceare –     he gemon to oft
wynlicran wic.     Wa bið þam þe sceal
of langoþe     leofes abidan.
Wi 50b-53
                       Soffre il mio amico
grande affanno –     egli ricorda troppo spesso
più felice dimora.     Male è a colui che deve
con struggimento     amato aspettare.
                       Soffrirà il mio amico
grandi affanni – ricorderà troppo spesso
dimora più felice. Male a chi deve
struggendosi aspettare l’amato.


     7.2 apo koinou

La costruzione ‘apo koinou’ ha un elemento sintattico ‘in comune’ fra altri due situati in semiversi distinti.
Nell’esempio seguente il verbo gefrunon regge sia l’oggetto diretto þrym che la frase complemento introdotta da hu – conta due volte e fa da cerniera tra i semiversi:

þeodcyninga     þrym gefrunon·
hu ða æþelingas     ellen fremedon
Be 2-3
di re della nazione     fama apprendemmo
come quei principi     impresa coraggiosa compirono

dei re della nazione sappiamo la fama,
come quei principi compirono imprese di coraggio
L’incursione predatoria di Grendel nella sala dei Danesi è descritta ironicamente in Be come una visita o un sopralluogo:
Gewat ða neosian     syþðan niht becom
hean huses·     hu hit Hring-Dene
æfter beorþege     gebun hæfdon
Be 115-117
Andò allora cercare     dopo che notte giunse
alta casa [gen.],     come essa Danesi degli Anelli
dopo libagione della birra     dimorato avevano

Andò a cercare, quando giunse la notte,
l’alta casa, a vedere come vi alloggiavano
dopo la birra i Danesi degli Anelli
L’oggetto obliquo al genitivo hean huses 116a e la frase complemento introdotta da hu 116b-117 sono retti dal verbo neosian 115a, di cui vengono attivati i due significati di ‘visitare’ e ‘verificare’.
Del mostro Grendel, ancora in Be, i danesi non ‘conoscono’ il padre, non ‘sanno’ se ne abbia avuto uno tra gli spiriti maligni – e lo stesso verbo, cunnan, regge l’oggetto e la frase complemento:
                          no hie fæder cunnon·
hwæþer him ænig wæs     ær acenned
dyrnra gasta
Be 1355b-1357a
                          non essi padre conoscono,
se a lui alcuno fu     prima generato
di oscuri spiriti

                       non sanno di un padre,
se gliene era stato generato qualcuno
di oscuri spiriti
E un ‘apo koinou’ di senso, se non proprio di sintassi, può vedersi nel passo onirico-allucinatorio di Wa, dove secga geseldan ‘i compagni degli uomini’ sono sia i parenti che la mente dell’esule rivede in sogno,
greteð gliwstafum,     georne geondsceawað
secga geseldan;     swimmað oft on weg
Wa 52-53
saluta con segni di gioia,     bramosamente osserva
di uomini i compagni;     nuotano spesso in via
saluta con segni di gioia, bramoso osserva
i compagni degli uomini; sempre nuotano via
sia gli uccelli marini che al risveglio egli vede davanti a sé allontanarsi con il sogno.