GRAMMATICA ITALIANA
(prof. Michele Cortelazzo)
(A.A. 2004/05)


PROGRAMMA

Modulo A - La frase semplice: teoria e applicazioni didattiche   (LE)  - 3 crediti - 20 ore

Testi di riferimento
Giampaolo Salvi - Laura Vanelli, Nuova grammatica italiana, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 15-66, 108-121; Maria G. Lo Duca, Esperimenti grammaticali, Roma, Carocci, 2004, pp. 75-104, 127-155.

Modulo B - La frase complessa   (LE)  - 3 crediti - 20 oreTesti di riferimento
Giampaolo Salvi - Laura Vanelli, Nuova grammatica italiana, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 215-293.

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COS’È LA GRAMMATICA

  • Descrizione sistematica delle regole riguardanti gli elementi costitutivi di una lingua
  • Correttezza nell’uso della propria lingua
  • L’insieme delle regole di una scienza
    (Zingarelli)

  • L’insieme delle convenzioni che danno stabilità all’uso della lingua
  • Studio dei sistemi in cui tali convenzioni si realizzano
    (Devoto-Oli)


    a) L’ insieme delle convenzioni che danno stabilità alle manifestazioni espressive degli uomini parlanti una stessa lingua in un dato spazio e in un dato tempo.

    b) La descrizione dei diversi sistemi in cui queste convenzioni si realizzano nel campo fonetico, morfologico, sintattico, lessicale.

    c) Il sistema di regole che permette al parlante di formare e di capire le frasi della sua lingua.

    d) I testi che espongono le regole della lingua in forma storica oppure descrittiva.

    e) Il sistema di norme che sono state fissate per produrre frasi sintatticamente ma anche stilisticamente corrette.

    (Berretta Monica, Linguistica ed educazione linguistica. Guida all'insegnamento dell'italiano, Einaudi. Torino, 1977, pp. 145-469, con modifiche e integrazioni)



    GRAMMATICHE DELL’ITALIANO

    Renzi Lorenzo, Salvi Giampaolo, Cardinaletti Anna (a cura di), 1988 - 1995, Grande grammatica italiana di consultazione, I, II, III, Il Mulino, Bologna.

    Serianni Luca (con la collaborazione di Alberto Castelvecchi), 1988, Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria: suoni, forme, costrutti, Torino, UTET.

    Maiden Martin, Robustelli Cecilia, A Reference Grammar of Modern Italian, London, Arnold, 2000.

    Salvi Giampaolo, Vanelli Laura, 2004, Nuova grammatica italiana, Bologna, Il Mulino.



    CARATTERISTICHE DELLA GRAMMATICA

    coerenza interna: una grammatica non deve contenere contraddizioni interne, cioè formulazioni teoriche fra loro in contrasto.

    adeguatezza ai dati empirici: una grammatica è adeguata ai dati empirici se riesce a spiegarli (predirli, generarli) da un lato, e dall’altro se non afferma cose non aderenti alla realtà (cioè non predice dati che poi sono contraddetti in sede di verifica: per es. delle frasi che il giudizio del parlante etichetti come agrammaticali).

    semplicità: una grammatica è tanto più semplice quanto riesce a spiegare con un minor numero di regole un dato insieme di fenomeni, oppure con un ugual numero di regole un insieme più grande di fenomeni.

    potenza: una grammatica è tanto più potente quanto più grande è il numero di fenomeni che riesce a spiegare.

    (Berretta Monica, Linguistica ed educazione linguistica. Guida all'insegnamento dell'italiano, Einaudi, Torino, 1977, pp. 150-51, con qualche adattamento)



    IL SOGGETTO IN ITALIANO



    1. Come viene spiegato il soggetto nelle grammatiche scolastiche delle scuole secondarie
    1.1. “Il soggetto è colui che fa o subisce l’azione”
    1.2. “Il soggetto è l’elemento della frase di cui si dice qualcosa attraverso il predicato”
    1.3. Proprietà del soggetto
    1.3.1. Parti del discorso che possono costituire il soggetto
    1.3.2. Posizione del soggetto
    1.3.3. Soggetto sottinteso
    1.3.4. Soggetto pronominale obbligatorio
    1.3.5. Soggetto grammaticale e soggetto logico

    2. Criteri usati per il riconoscimento delle parti del discorso e delle funzioni grammaticali:
    2.1. Criterio nozionale
    2.2. Criterio morfologico
    2.3. Criterio distribuzionale

    3. Come viene spiegato il soggetto in una grammatica scientifica
    3.1. Posizione che il soggetto occupa nella struttura della frase
    3.2. Proprietà sintattiche
    3.2.1. Il soggetto regola l’accordo con il verbo
    3.2.2. Il soggetto porta il caso nominativo
    3.2.3. Il soggetto non può essere espresso nelle frasi con verbi di modo non finito
    3.3. Proprietà semantiche
    3.3.1. Il soggetto può esprimere l’Agente
    3.3.2. Il soggetto può esprimere l’Esperiente
    3.3.3. Il soggetto può esprimere il Termine
    3.3.4. Il soggetto può esprimere l’Oggetto
    3.3.5. C’è una gerarchia fra i ruoli semantici che possono essere espressi dal soggetto



    CRITERI DELL’ANALISI GRAMMATICALE



    criterio distribuzionale: Il posto occupato da una parte del discorso rispetto ad altre.
    criterio morfologico: Quali marche esplicite porta o può portare una parte del discorso.
    criterio nozionale (o semantico o cognitivo): Mette in rapporto la parte del discorso col contenuto più generale che devono avere tutte le parole che possono comporla.


    Esempi:

    NOME
    Parte del discorso che si flette mediante i casi, e indica una persona o una cosa

    VERBO
    Parte del discorso che si flette secondo i tempi, le persone, i numeri, ed esprime un'attività compiuta o una sofferenza subita

    PREPOSIZIONE
    Parte del discorso che è messa davanti alle altre parti del discorso nella composizione e nella sintassi

    CLITICO
    Forma che non può comparire da sola ma si appoggia a forme che seguono (proclitico) o precedono (enclitico). Per es. lo nella frase Non farlo.

    NOMINALIZZAZIONE
    La derivazione di un nome da un verbo.

    PARTICIPIO
    Forma che partecipa al tempo stesso delle caratteristiche del nome e del verbo; infatti il participio ha la caratteristica di essere declinabile per genere e numero come un aggettivo, ma anche coniugabile per presente e passato (e in certe lingue anche futuro, nonché all'attivo e al passivo) come il verbo.

    PASSIVO
    Forma che proviene dalla trasformazione di un verbo transitivo attivo; in italiano si realizza in forma perifrastica con il verbo ausiliare essere.

    PERFETTO COMPOSTO
    Tempo che definisce un'azione compiutasi nel passato ma i cui risultati sono ancora percepibili nel momento dell'enunciazione.



    AZIONE VERBALE




    durativo

    non durativo

    non risultativo

    risultativo

    trasformativo

    non trasformativo

    stativo

    non stativo

    stativi

    continuativi

    risultativi

    trasformativi

    puntuali

    telici

    assomigliare

    lavorare

    imparare

    giungere

    stupirsi

    equivalere

    tenere

    costruire una casa

    fermarsi

    spaventarsi

    prevedere

    disegnare

    disegnare un ritratto

    cominciare

    incontrare

    credere

    lavare

    lavare una camicia

    svegliarsi

    prendere un voto

    risultare

    cantare

    cantare una canzone

    ritornare

    dire

    essere bello

    mangiare

    fumare una sigaretta

    restituire

    vedere

    permanere

    fumare

    mangiare una mela

    morire

    esistere

    tacere

    elaborare una

    partire

    provenire

    strategia

    partire

    sussistere

    restare

    affogare

    essere vecchio

    durare

    incaricare

    preferire

    scrivere

    trovare

    comportare

    piangere

    impazzire

    essere in gamba

    ridere

    arrivare

    essere a Roma

    considerare

    arrendersi

    aver fame

    continuare

    accorgersi

    lavorare alla

    commerciare

    gettare

    FIAT

    godere

    piacere

    abitare

    fare (l’avvocato ecc.)

    dormire

    conoscere
    (= essere a conoscenza)



    COSTRUZIONI INACCUSATIVE
    INVENTARIO DEI VERBI

    verbi causativi: di forma attiva, come guarire, affondare, aumentare, cessare, cominciare, continuare, diminuire, finire, migliorare, peggiorare, terminare, ecc., o di forma riflessiva, come allargarsi, muoversi, radunarsi, riempirsi, rovesciarsi, stancarsi, svilupparsi, ecc.

    verbi inerentemente riflessivi: accorgersi, fidarsi, pentirsi, suicidarsi, vergognarsi, ecc.

    verbi intransitivi (con ausiliare essere nelle forme composte): accadere, andare, arrivare, bastare, bisognare, cadere, diventare, entrare, morire, nascere, parere, partire, piacere, restare, rimanere, riuscire, scappare, sembrare, stare, succedere, venire, ecc. Eccezioni: essere, costare.

    essere (o altro verbo copulativo) + alcuni aggettivi: essere famoso, noto, possibile, ecc.

    costruzione passiva

    costruzione con il si passivo

    ultima modifica 7/5/2005


    Università degli Studi di Padova
    © 2005
    A cura di Michele Cortelazzo
    Dipartimento di Romanistica
    cortmic@unipd.it